Momenti, frammenti, di ciò che accade attorno al cibo. Around the Food, è un racconto per immagini che parte da lontano. Tassello dopo tassello, è un progetto che ha cominciato a farsi vivo in testa… senza mai però rivelarsi troppo lucidamente. Amo la convivialità, l’energia che la tavola e il buon cibo sprigionano. Ma so che tutto ciò non basta. Il cibo è un argomento troppo ampio per essere etichettato e chiuso in categorie. Parla tutte le lingue del mondo.
Voglio parlare di cibo? Allora occorre osservarlo dal mio punto di vista. Mettiamola così: non m’interessa fotografare o riprendere il piatto finito, impiattato. Questa è una di quelle “famose” etichette… da cui stare lontani. Il Cibo apre scenari, narra storie e personaggi in sequenza. Lo pensi, lo tocchi, l’annusi, lo compri. Poi lo disponi e cominci a dargli un ordine. Lo tratti, lo cucini, lo assaggi e infine lo gusti. Seguendo questa scaletta, in ogni istante e situazione, veniamo invitati a mangiare. Ok, ma come rappresentare visivamente questa successione? C’è un filo che lega e tiene unito come un arrosto tutti questi aspetti? Secondo me si. È la gola.
Nel senso più stretto del vizio (Capitale o laico non m’importa), è del rapporto che abbiamo con il piacere e se il cibo ci fa godere, che mi frega. Gesti, movenze, mimica, brama, indifferenza, ingordigia… ma anche anatomia e antropologia, carattere e fisiognomica di chi lo mangia o ci lavora. Cerco anche l’ eleganza innata, l’ equilibrio e l’ atmosfera. La verità.
Dalla materia prima al piatto sporco: ogni cosa… around the food.